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E’ alla prima stagione da allenatore in Eccellenza, ma la cosa non lo spaventa affatto. Forte di un’esperienza in panchina lunga nove anni, ancorché di una carriera da calciatore vissuta qua e là sui campi di casa nostra e dintorni.  A 31, dopo la rottura  del crociato, la decisione di appendere le scarpette al fatidico chiodo per dedicarsi alla nuova vita da allenatore “anche perché nel calcio iniziavano ad entrare dinamiche che non mi piacevano”. E forte anche di una squadra costruita per recitare un ruolo da protagonista.

Mister, la prima di campionato è andata bene, Vieste era un campo temuto.

“A ragion veduta e la partita di domenica  lo ha dimostrato. Da anni allo Spina Diana è dura per tutti. E lo sarà anche quest’anno. Il Vieste ha una rosa da non sottovalutare. Poche squadre riusciranno a portare via punti da lì”.

Come giudica la prova dei suoi?

“Ci sono tanti giocatori nuovi. Abbiamo ottime individualità e ringraziio la società per averle messe a disposizione del mio staff. Ma dobbiamo ancora crescere per diventare squadra”.

A proposito di singoli: Zotti, anche a 37 anni, fa sempre la differenza, senza nulla togliere agli altri.

“Non mi soprende. Ovviamente lo conoscevo come calciatore, ma non direttamente. Sta confermando di essere, anche sul piano umano, la persona seria che mi avevano descritto. Un professionista, un esempio per tutti i compagni di squadra”.

Torniamo a Vieste: cosa le è piaciuto e cosa meno.

“Nel primo tempo la squadra ha applicato i concetti sui quali lavoriamo durante la settimana. Meritavamo di chiudere con più di un gol di scarto. Abbiamo speso molto e nel secondo l’abbiamo pagato, anche perché il Vieste ha reagito per cercare il pareggio che poi ha trovato. Ma noi siamo stati bravi a crederci fino alla fine e al novantesimo siamo stati premiati”.

Omnia Bitonto e Corato in pole per la vittoria del campionato:  sente la pressione?

“Ma guardi, l’Omnia è di un livello superiore a tutti. Quanto alla pressione, io cerco di vivere il calcio in modo equilibrato e provo a riportare questa filosofia e lo spirito di collaborazione, la voglia di sacrificarsi all’interno del gruppo che alleno e che dal primo giorno di ritiro mi ha dato ampia disponibilità”.

E allora diciamo Omnia favorita numero uno, poi il Corato e…

“Il Fasano è una gran bella squadra, ha inserito giocatori importanti in una rosa che già ha fatto benissimo nella passata stagione, vincendo in Promozione. Stesso dicasi per il Casarano, che ha puntellato l’organico dopo aver conquistato i playoff. La sopresa può essere il Galatina”.

A proposito di salentine: per la prima al Comunale vi tocca l’Otranto. Che gara si aspetta?

“Mi aspetto un avversario guardingo. Non sarà affatto facile, anche perché sarà la terza partita in otto giorni , anche  considerando che siamo nella fase iniziale della stagione, questo può incidere”.