LA STORIA / San Marco e Ugento, la prima volta in Eccellenza. È festa sul Gargano e in Salento

Aniello Calabrese

Il calcio, specie in provincia, permette ancora di raccontare belle storie. C’è chi le chiama, magari esagerando, favole. Dal Gargano al basso Salento, due squadre – questo è certo – hanno reso felici due comunità. Trecentosettanta chilometri di felicità, quelli che vanno a San Marco in Lamis a Ugento. Cosa hanno in comune? Le due società per la prima volta promosse in Eccellenza.
Il San Marco del duo in panchina composto dal capitano Marcello Iannacone e da Antonio Parisi e del bomber Lorenzo Salerno (27 gol, nessuno meglio di lui) lo ha fatto al termine di una stagione straordinaria e anche un po’ a sorpresa visto che in pochi a inizio stagione avrebbero scommesso sui garganici. Trenta partita senza l’onta di una sconfitta: 21 vittorie e 9 pareggi. Qualcuno di troppo inanellato dopo la pausa invernale. Un rallentamento, seguito a una corsa a velocità folle, che ci poteva stare e di cui ha approfittato il Martina, abile a mettere in fila un successo dopo l’altro, a rimontare un distacco di oltre 10 punti e addirittura a compiere il sorpasso. Ma il San Marco non si è scoraggiato, ha ripreso a vincere in serie, fino all’apoteosi del “Tursi”, casa del Martina, battuto 2-1 con le reti di Quaresimale e Coco. Era la 24esima. Fino alle 30esima sarà una cavalcata trionfale. La squadra della Valle d’Itria, fiera avversaria (che almeno nella voce dei gol fatti, 72 contro 71, ha superato la rivale), finirà con 68 punti, quattro in meno della capolista ma con un significativo +13 sulla terza, l’Audace Barletta, tanto da saltare la semifinale playoff.
Così il piccolo centro montano che fa parte del Parco Nazionale del Gargano (quasi 14mila abitanti) si gode i suoi giorni di gloria. “Non siamo l’unica squadra a chiudere il campionato da imbattuti, recentemente c’è stato anche il Cerignola, altra squadra foggiana – ricorda il presidente Aniello CalabreseMartina ha rappresentato la gara della svolta, dopo un calo fisiologico che ci può stare per una rosa striminzita come la nostra. Siamo riusciti a fare gruppo e ad avere la meglio di compagini più attrezzate di noi come il Martina, l’Audace Barletta, il Conversano”. Ora qualche giorno di festa e di riposo e poi si inizierà a pensare alla prossima stagione.
Certamente non vogliamo essere di passaggio, a maggio cominceremo a programmare”, dice il numero uno del San Marco, che insieme a cinque amici governa il club. Li definisce “sei pazzi che si sono presi questa patata bollente, ma quando alla base c’è l’amicizia è più semplice lavorare e ci ha portato a questo risultato”.

Mimmo Oliva

Dai suggestivi paesaggi naturalistici di San Marco alla splendida Ugento, una delle perle dello Jonio. Anche qui i ragazzi affidati alle sapienti cure di mister Mimmo Oliva hanno compiuto un’impresa sportiva senza precedenti in un centro di poco più di 12mila abitanti, che si quadruplicano in estate per il massiccio afflusso di turisti. Anche perché nessuno li dava favoriti nel girone meridionale della Promozione. Eppure hanno saputo mettere in fila avversari di un certo blasone come Toma Maglie, Novoli, Atletico Racale, Taurisano, questi sì già con esperienze in Eccellenza, E anche la Deghi Lecce, formazione che ha tenuto testa sino a poche giornate dal termine e che si è “consolata” vincendo la Coppa Italia di categoria. L’Ugento ha chiuso con 62 punti, tre in più della seconda, frutto di 18 vittorie e 8 pareggi (4 i ko, l’ultimo a Scorrano a giochi ormai fatti) con 49 gol fatti (attacco più prolifico) e 29 subiti. Protagonista fra i protagonisti Diego De Giorgi, attaccante 26enne, che con 13 centri (terzo nella classifica marcatori, alle spalle degli esperti Giorgetti e Tedesco) ha dato un contributo sostanziale alla promozione. “Siamo consapevoli di aver realizzato un miracolo calcistico – le parole di mister Oliva al Corriere dello Sport – non ci aspettavamo di vincere anche perché a luglio vi era qualche problema societario“. In tre anni dalla Prima categoria all’Eccellenza. Il tecnico, ex Casarano e Francavilla è da tre stagioni sulla panchina giallorossa, ringrazia la società presieduta da Massimo De Nuzzo: “Ha sempre garantito il massimo sotto ogni punto di vista. L’Eccellenza è un torneo ostico che a livello tecnico-tattico prevede ben altro rispetto alla Promozione”. Ma ci sarà tempo per pensarci e organizzarsi al meglio. Ora è giusto festeggiare e godersi la felicità del momento.