LA STORIA / Dalla Romania ad Andria per coltivare un sogno: il progetto Virtus (20 set 2018)

Quando nacque, nove anni, si chiamava Romania Bat. Basta leggere nome e cognome del suo fondatore e presidente per capirne subito il perché. Marian Razvan Gecaleanu è di nazionalità rumena, ma ormai andriese d’adozione (“parlo benissimo il dialetto”). Trentacinque anni, da sedici nel nostro Paese, perfettamente integrato nella nostra realtà. Dalla sua terra partì con un carico di speranza per una vita migliore. L’ha trovata dall’altra parte dell’Adriatico “lavorando dalla mattina alla sera”. E con la speranza, in valigia, la passione per il calcio, coltivata prima sul campo poi da dirigente (“quella non passa mai anche se ti porta via tempo, soldi e ti fa stare poco a casa”, dice in un italiano fluente e preciso Mariano, ormai tutti lo chiamano così ad Andria).

ORA VIRTUS ANDRIA  Da Romania Bat a Virtus Andria il cambio di denominazione sociale per sentirsi anche formalmente parte del territorio. “Siamo partiti dalla Terza categoria, nel 2009. Ora siamo in Prima e puntiamo a far meglio della passata stagione, quando ci piazzammo al settimo posto”, racconta il presidente. La passione è il motore del progetto, ma va alimentato. “Abbiamo un gruppo di imprese che ci sostiene e che non smetterò mai di ringraziare”. Fra queste, in particolare, la “Euroluce Lampadari” di Michele Losito, poi diventato presidente onorario. “Lui ha dato luce ai nostri sogni”, aggiunge il numero 1 del secondo club di Andria. Sino all’anno scorso erano tre. Oltre alla Fidelis (ora in serie D) e alla Virtus, c’era la Nuova Andria, sempre in Prima, che in questa stagione ha alzato bandiera bianca, rinunciando all’attività. “Non ci sentiamo soli – ammette con genuina sincerità Gecaleanu – non posso negare che la presenza di più squadre significa divisione di sponsor e quindi meno risorse”. Ma almeno il derby vi mancherà? “Beh certamente, quello sì – risponde – con le altre iscritte nel nostro girone non c’è una particolare rivalità”. Nel frattempo un derby, seppur amichevole, la Virtus l’ha giocato un paio di settimane fa. “Con la Fidelis è finita 0-0, abbiamo fatto un figurone”.

IL CAMPIONATO  Come sarà? “Si annuncia un girone difficile. La United Sly Bari è la superfavorita – afferma il presidente – ma non trascurerei piazze importanti come Manfredonia che ha due squadre competitive e Lucera, dove si è trasferito l’Atletico Orta Nova, ma anche Canosa e Borgorosso Molfetta. Ci sarà da lottare”. La Virtus Andria lo farà senza il giocatore che negli ultimi anni ne è stato simbolo e capitano: Gianmarco Frezza (tante presenze in A e B con Salernitana, Chievo, Palermo, Torino, Pescara e Fidelis), a 42 anni, ha smesso. E allora la squadra affidata a mister Cosimo Sinisi (ex Nuova Andria) si poggia su Simone, Cannone, D’Ambrosio, Cardinale e tanti giovani. “Abbiamo un’età media di 22 anni, i giovani sono la nostra linfa. Ogni anno quattro, cinque elementi della prima squadra provengono dal vivaio, sul quale investiamo e crediamo molto. Quest’anno lanciamo anche un 2002 molto promettente, Manuel Losito. Il progetto-giovani (150 iscritti alla scuola calcio dai Pulcini alla Juniores) si sviluppa sui campi del centro “Andria Sport” con il claim Oggi vieni da noi che ti diverti e un domani chissà…”. In questo fine settimana i Pulcini classe 2007-08 parteciperanno ad un importante torneo, la “Friends Cup”, nelle Marche: nel loro girone i biancazzurri se la vedranno con Atalanta, Torino e Atletico Noci.

UNA CASA VIRTUS  Nei progetti della società l’acquisto di un impianto sportivo per dotarsi di una casa tutta propria. Quello degli impianti è un problema atavico del nostro calcio. La Virtus disputerà la prima gara in casa, proprio con la Sly, domenica 30 settembre (il 23 l’esordio è in casa della Soocer Modugno, si gioca a Bitritto alle 11,30), sul vecchio campo in terra battuta (o abbattuta) “Fucci” in via Bisceglie. “Ma dalla successiva torneremo al Degli Ulivi”, assicura il presidente.

 

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