IL COMMENTO / Bari e l’eliminazione dai playoff: il silenzio dei colpevoli (3 giu 2018)

Il presidente Cosmo Giancaspro e l’allenatore del Bari, Fabio Grosso

 

C’era una volta il “Silenzio degli innocenti” con i grandissimi Anthony Hopkins e Jodie Foster. Da stasera c’è anche il Silenzio dei colpevoli. Il silenzio di chi ha parlato per quasi due ore in conferenza stampa per non dire quasi nulla. Il presidente Cosmo Giancaspro da Molfetta, magari affiancato da uno dei suoi avvocati componenti del cda, avrebbe dovuto fare solo una cosa: esibire il documento dell’Agenzia delle Entrate che attesta il pagamento dei contributi entro il 16 marzo e che l’avv. Biga, dopo la conferma del meno due in appello, ha detto di aver presentato in sede processuale.
Il silenzio del sig. Fabio Grosso da Pescara, che neanche stasera a Cittadella ha proferito parola e che da due mesi si è chiuso in un mutismo selettivo di checcozaloniana memoria, nel senso che dopo una sua frase parzialmente riportata dalla Gazzetta dello Sport, ha scelto di parlare solo con Sky perché contrattualmente obbligato. Tutta la stampa locale è stata trascurata. Una decisione non da campione del mondo. Ma in fondo è stato meglio così: da settembre a marzo il disco era sempre lo stesso e dopo ogni conferenza stampa era difficilissimo trovare un titolo diverso da quello della settimana precedente.
Poi il silenzio del campo. Dopo il vantaggio firmato da Galano, il Bari ha smesso di giocare facendosi prendere dal nervosismo e non riuscendo a superare un Cittadella che ha dimostrato di essere più squadra e fisicamente più fresco. Ma non ci eravamo illusi: in tempi non sospetti avevamo scritto in un post sulla nostra pagina Fb che il Bari era da quinto-ottavo posto. Dispiace per una piazza che meriterebbe ben altro, ma questa squadra, più non poteva.