Il Bari con il Marsala per ripartire. Cornacchini: “C’è differenza tra essere forti e vincere”

Dopo la sconfitta nel big match in casa della Turris domenica scorsa, il Bari vuole subito voltare pagina cercando di fare bottino pieno contro il Marsala, reduce da una vittoria e assestata alla terza posizione della graduatoria del girone I di serie D.

“Dobbiamo ripartire come se non fosse accaduto nulla – ha esordito il tecnico biancorosso Cornacchini alla vigilia del match contro il Marsala – momenti di calo possono colpire chiunque ora è necessario assumere un atteggiamento maturo, i ragazzi sanno cosa non ha funzionato al cospetto della Turris. I siciliani sono comunque la terza forza del campionato mi aspetto una bella gara, noi non sottovalutiamo nessuno, fin quando la matematica non ci darà ragione il torneo non può considerarsi chiuso. C’è una bella differenza tra l’essere forti e vincere, noi dobbiamo pensare a fare bene sul campo guardando in casa nostra. In settimana abbiamo studiato bene gli errori commessi a Torre del Greco, ci siamo esercitati molto sui calci piazzati, la condizione atletica della squadra è buona e tutti sono arruolabili”.

Unico indisponibile per nello scacchiere biancorosso sarà Liguori, fermatosi in settimana per un problema al flessore. Davanti a Marfella la difesa a 4 dovrebbe essere composta dai centrali Mattera e Di Cesare mentre impiegati nel ruolo di terzini potrebbero essere Quagliata e Aloisi. Hamlili e Bolzoni i due incontristi di centrocampo davanti ai quali ci saranno Floriano, Brienza e Piovanello a supporto della punta Simeri.

TERNA La direzione della sfida, che avrà inizio alle ore 14 allo stadio “San Nicola” di Bari, è affidata al sig. Caldera della sezione di Como coadiuvato dagli assistenti Landoni e Petrica.

PRECEDENTI In terra pugliese Bari e Marsala si sono già affrontate cinque volte, in tutte le occasioni si è registrato un successo in favore dei biancorossi. L’ultima sfida tra le due compagini è datata 21 novembre 1976 e terminò uno a zero grazie a una rete di Penzo.

Andrea Giotta