Eccellenza / L’Omnia Bitonto espugna Casarano e vola alla fase nazionale, il sogno D continua con il Lagonegro (7 mag 2018)

I tifosi dell’Omnia esultano dopo la vittoria a Casarano (foto: Ufficio stampa Omnia Bitonto)

 

Fallito il piano A, l’Omnia Bitonto ci prova con quellio B. Ed è sulla buona strada. Mancata la promozione diretta, obiettivo naturale considerando la sontuosa campagna acquisti estiva e invernale, la società del presidente Rossiello prova ad arrivare in serie D dalla strada secondaria e più tortuosa, quella dei playoff. Dopo aver espugnato il “Celestino Laserra” di Avetrana, l’undici di mister De Candia si ripete nella finale al “Capozza” di Casarano (che gioca in casa in virtù del miglior piazzamento al termine della regular season, secondo contro quarto posto). Protagonista, come in terra jonica, l’attaccante Chicco Patierno, bitontino doc alla prima stagione in maglia orange. E’ lui a trasformare a metà ripresa il rigore assegnato dal sig. Tagliente di Brindisi per presunto fallo di mani di Vergori su tiro dell’ex centravanti del Nardò. Fra mille proteste ovviamente dei giocatori del Casarano che lamentano anche la mancata concessione di tre penalty (dalla A alle serie dilettantistiche le polemiche arbitrali trovano sempre casa). Salentini sfortiunati nel finale (palo di Caputo) e arrabbiatissimi con l’arbitro, costretto a tornare negli spogliatoi scortato dalle forze dell’ordine.

Finisce con la festa dei circa cinquanta tifosi dell’Omnia che si sono sobbarcati la lunga trasferta (450 km fra andata e ritorno). Il sogno della serie D continua nella fase nazionale. In semifinale ora c’è la sfida con i lucani del Soccer Lagonegro (andata domenica 20 maggio al “Città degli Ulivi”, ritorno il 27), che hanno superato il Melfi per 1-0. E’ la seconda volta in questa stagione che una squadra pugliese affronta il Lagonegro: qualche settimana fa era toccato alla Vigor Trani nel triangolare della fase nazionale di Coppa Italia. In caso di qualificazione, finale il 3 e 10 giugno contro la vincente fra i campani della Vis Agropoli e i siciliani del Città Sant’Agata.