100 anni di azzurro, domani Antonio Di Gennaro inaugurerà la mostra sulla Nazionale a Casarano

Il tavolo dei relatori: da sinistra Scarangella, Stefàno, Sergio-Filograna, Maci e Pisanò
Sarà Antonio Di Gennaro, ex centrocampista della Nazionale ed ex capitano del Verona campione d’Italia nel 1985, ad inaugurare domani, venerdì 24, a Casarano la mostra itinerante “Un secolo di azzurro: 100 anni di storia e di cimeli della nazionale italiana di calcio”. A dare l’annuncio il presidente del Casarano Calcio, Giampiero Maci nel corso della conferenza stampa di presentazione svoltasi alla Casa dell’atleta, sede del club rossazzurro, e moderata dal dg del Casarano, Giuseppe Pisanò: sono intervenuti anche il sindaco Gianni Stefàno, il presidente della Leo Shoes, sponsor del Casarano, Antonio Sergio Filograna e il referente del Coordinamento sostenitori Azzurri Ass. Casarano Tricolore 1994, Antonio Scarangella.
Il manifesto dell’evento

La mostra, promossa dalla Fondazione Sant’Anna (erano presenti il presidente Aldo Rossi-Merighi e la responsabile Comunicazione Sabrina Trombetti) e curata da Mauro Grimaldi della Federcalcio Servizi, sarà aperta dal 24 maggio al 3 giugno. Alla cerimonia d’inaugurazione interverranno il presidente del Comitato regionale LND Puglia Vito Tisci e il coordinatore del Dipartimento Interregionale Luigi Barbiero che saranno fra i relatori del convegno, nel Chiostro del Comune, “Il calcio è vita: nessuna violenza nessun razzismo” in programma sempre domani, dalle 18.

I CIMELI  Rispetto alle tappe di Taranto e Bari, si aggiungono due cimeli: il pallone della Coppa Rimet 1950 e il pallone dei Mondiali di Spagna ‘82, il famoso “Tango”, autografato da Marco Tardelli, autore di uno dei tre gol con i quali gli azzurri superarono la Germania nella finale al Bernabeu di Madrid laureandosi campioni per la terza volta. La mostra è suddivisa in quattro periodi storici. Ci ricondurrà a ritroso nel tempo. La nascita agli inizi del ‘900, gli albori del calcio in Italia. Il ciclo di Vittorio Pozzo, i due titoli vinti a Roma ed a Parigi nel ’34 e ‘38. La ricostruzione dopo la guerra ed il tramonto dell’era mussoliniana. Infine i due mondiali vinti in Spagna ed in Germania. Il rigore decisivo di Fabio Grosso. Le quattro stelle sullo scudetto tricolore. Un ritorno entusiasmante al passato. La scoperta di un calcio che, purtroppo, non c’è più.

Sarà fin troppo scontato, ad esempio, provare emozione alla vista del pallone “a spicchi d’arancia”, con cui si è giocata la prima partita in Italia (1890), al “Globe 12 pannelli” che inaugurò la prima edizione della Coppa dell’Europa Centrale, oppure del mitico e rarissimo Federale 102 utilizzato nel Mondiale 1934 (vinto dall’Italia di Vittorio Pozzo) in cuoio spesso e resistente chiuso da un laccio di pelle che veniva “accarezzato” da scarpini con punta rinforzata che pesavano quasi un chilo con tacchetti chiodati.

Per quanto riguarda le magliette si resterà ammirati dall’evoluzione dei tessuti e dello stile: dalla lanetta pesante degli Anni ’30, alla ultra aderente Kappa Kombat, numero 20 di Francesco Totti (quella del famoso cucchiaio a Van Der Sar) passando per la “Tristellata” di Paolo Rossi (1983), la Diadora personalizzata di Antonio Conte e la prima Nike di Paolo Maldini (1995).

CalcioClub ha seguito la conferenza stampa con una diretta Facebook che riproponiamo di seguito, con le interviste realizzate al termine.

LE INTERVISTE POST-CONFERENZA