BARI (4-4-2): Gillet; Belmonte, A. Masiello, Rossi. S. Masiello; Alvarez (46' st Pulzetti), Almiron, Gazzi (16' pt Donati), Ghezzal; Kutuzov, Barreto (31' st Castillo). A disp.: Padelli, Raggi, Parisi, Rivas. All. Ventura. JUVENTUS (4-4-2): Storari; Motta, Bonucci, Chiellini, De Ceglie; Krasic (1' st Martinez), Marchisio, Felipe Melo (18' st Sissoko), Pepe (13' st Lanzafame); Del Piero, Quagliarella. A disp.: Manninger, Grygera, Legrottaglie, Ferrero. All. Delneri. ARBITRO: Banti di Livorno. Assistenti: Viazzi e Liberti. RETE: 43' pt Donati.
PRIMO TEMPO
2' - Bari pericoloso. Grande assist di Almiron per Barreto che aggancia bene ma spara alto.
6' - Ingenuità di Rossi che si fa rubare palla da Krasic sulla destra: cross al centro del ceko e A. Masiello anticipa Quagliarella. Sul successivo angolo Bonucci di testa va vicino al gol dell'ex.
16' - Primo cambio nel Bari: Donati (nella foto) sostituisce Gazzi, infortunatosi dopo uno scontro con Felipe Melo.
21' - Monumentale occasione per il Bari: filtrante di Barreto per Ghezzal che spara addosso a Storari in uscita, guadagnando solo un angolo. Il portiere juventino resta contuso alla testa dopo il contrasto con l'attaccante algerino.
33' - Si fa vedere la Juve: incursione di Melo che triangola con Del Piero, tira in diagonale, deviazione di A. Masiello in angolo a fil di palo.
38' - Cresce la Juve: Krasic ci prova da lontano, Gillet blocca senza patemi.
40' - Risponde il Bari con una conclusione da lunga distanza di Belmonte, fuori.
43' - Bari in vantaggio con un eurogol di Donati che salta Marchisio e dal limite fa partire un sinistro che s'infila all'incrocio.
44' - Ammonito Felipe Melo per gioco falloso.
45' - Decretati 4' di recupero.
SECONDO TEMPO
1' - La Juve sostituisce Krasic con Martinez.
6' - Gran lavoro di Donati che con un destro, deviato, dal limite sfiora l'incrocio.
7' - Replica Juve con un rasoterra di Martinez, bloccato a terra da Gillet.
8' - Altra grande occasione per il Bari con Alvarez che cincischia a due passi da Storari.
13' - Nella Juve entra Lanzafame (un ex) per uno spento Pepe. 17' - Bari vicinissimo al raddoppio con Barreto che scatta sul filo del fuorigioco, supera Storari e da posizione defilata tira a porta vuota, Chiellini salva sulla linea, in angolo. 18' - Nella Juve entra Sissoko per Felipe Melo.
28' - Ancora una grande azione del Bari con Ghezzal che calcia da centro area, la Juve si salva in corner.
31' - Nel Bari Castillo sostituisce Barreto.
37' - Tiro di Motta da quasi 40 metri parato da Gillet.
43' - Ammonito Bonucci per gioco falloso.
44' - Punizione di Almiron, centrale, Storari para.
45' - Diagonale di Quagliarella, fuori.
45' - 2' di recupero.
46' - Nel Bari Pulzetti entra al posto di Alvarez.
48' - Ammonito Belmonte per gioco falloso.
48' - Ultima occasione per la Juve: punizione di Marchisio per la testa di Chiellini che manda alto da ottima posizione e spreca la migliore occasione della gara.
La gara finisce. Partenza super del Bari che si conferma sui livelli della passata stagione, Juve deludente. Per Delneri ancora tanto da lavorare.
"Volevo fortemente Bari. Ora mi si propone questa possibilità e la devo sfruttare al meglio". Sono le prime parole di Guido Angelozzi da direttore sportivo del Bari. E' stato presentato a stampa e tifosi dal presidente Vincenzo Matarrese e dal tecnico Giampiero Ventura(nella foto la stretta di mano fra i tre). "C'è scetticismo intorno al mio arrivo, credo che questo sia normale - ha detto l'ex ds di Andria e Lecce - è stata tracciata una strada importante da Perinetti che bisogna seguire per costruire il nuovo Bari. Ho scelto personalmente di legarmi con un contratto di un anno, poi sarà il mio lavoro e i risultati a farmi conquistare riconferme". "Speriamo di fare qualcosa di più di quest'anno - ha detto Matarrese - ho fiducia in Ventura e, non sbaglio, se dico che il nuovo direttore sportivo fare benissimo qui da noi. Ha fatto la gavetta e conosce bene la Puglia, il calcio nazionale". La stima di Ventura è stata decisiva nella scelta di Angelozzi: "Sembra quasi che ci siamo inseguiti in questi anni". E rispondendo alle domande dei giornalisti sul mercato, il tecnico genovese ha detto: "Vedremo per Barreto e Almiron perchè non dipende solo dal Bari. Quello che posso dire certamente e che Andrea Masiello e Gazzi sono fuori dal mercato, quindi ritengo chiusa la questione che riguarda questi giocatori".
Ma i contratti per Matarrese Vincenzo (e per chi con lui li firma) valgono a qualcosa? La domanda, per dirla alla Lubrano, nasce spontanea. Ma, a giudicare dagli avvenimenti degli due ultimi anni, è anche retorica. Si dirà: nel mondo del calcio, e quindi non solo a Bari, i contratti contano quanto il due di coppe a briscola. Vale evidentemente anche da queste parti, visto che Matarrese Vincenzo (e chi con lui li firma) ha stracciato due contratti su cui i tifosi del Bari avevano posto grande speranza. Il primo, nel giugno scorso, con Conte Antonio (anche se allora si disse che era stata firmata solo una carta, prima delle elezioni Comunali in cui era candidato Antonio, uno dei fratelli di Vincenzo); fortunatamente Perinetti Giorgio scelse Ventura, nel solco della continuità, ed è andata bene, anzi benissimo; all’inizio della settimana è toccato allo stesso Perinetti rescindere un contratto firmato solo qualche mese fa e della durata di due anni. Dopo che due mesi fa Matarrese Vincenzo disse: “Perinetti è il Bari”. Frase che oggi suona quanto mai incauta. Cosa sia successo in questi due mesi non è dato sapere. Ora, la vicenda-Perinetti rientrerebbe di diritto nella nota rubrica “Fatemi capire” dell’indimenticato Candido Cannavò sulla “rosea”. Perché Perinetti ha detto (e non detto), ha spiegato (e non spiegato) i motivi per cui lascia Bari per andare non alla Juve, al Milan o all’Inter (e sarebbe bastato uno di questi tre club per capire), ma al Siena, società sicuramente ricca, ma appena retrocessa in B. E al momento si conosce, anzi, si intuisce, solo la sua verità, non avendo voluto, Perinetti, scendere nei particolari delle diversità di vedute e magari anche in polemica con chi alla conferenza stampa non c’era. La società, ad oggi, non ha replicato ed è un silenzio che fa rumore. E allora torniamo alla conferenza stampa di Perinetti (nella foto). A specifica domanda: “Cosa ha Siena più di Bari?”, la risposta dell’ex ds biancorosso è stata: “La possibilità di ripartire da zero e questo è stimolante”. E, ancora sollecitato da una nostra domanda (“Direttore, va a Siena perché ha capito di non poter alzare l’asticella delle ambizioni a Bari?”), ha risposto: “Probabilmente il mio modo di pensare non collimava più con quello della società e io ho avuto la sensazione di non riuscirci”. Emblematica, quanto un’altra frase pronunciata pochi minuti prima: “Ho capito di non aver potuto continuare ad essere me stesso”.
Ecco, se Perinetti, per andare a Siena, ripartire da zero ed essere se stesso, rinuncia al grande affetto di Bari e della sua gente (la cui “umanità - parole sue - è il bagaglio più pesante che porterò con me”) e a una piazza riportata in alto dopo quasi due lustri di magra e delusioni, significa davvero che qualcosa non va e che si prospetta un futuro meno roseo di quanto era lecito immaginarsi dopo due stagioni fantastiche in cui Matarrese Vincenzo ha avuto sicuramente molti meriti (il primo, quello di aver portato Perinetti a Bari). Ma speriamo di sbagliarci.
E nelle ultime ore si fanno sempre più insistenti le voci che vorrebbero anche Ventura a rischio, alla faccia del contratto firmato a febbraio scorso. Il tecnico genovese sarebbe allettato di andare a giocare la Champions (se arriverà domenica) nella “sua” Samp per il dopo-Delneri. Che dire, ci sarebbe da restare senza parole. Per ora ci iscriviamo al club del “non è vero ma ci credo”.
BARI (4-4-2): Gillet 6,5; Masiello A. 6, Ranocchia 5,5, Bonucci 6, Masiello S. 6; Alvarez 6 (10' st Langella 5,5), Donati 5,5, Gazzi 5,5 (38' st De Vezze sv), Rivas 6 (20' st Kutuzov sv); Meggiorini 6, Barreto 5,5. A disp: Padelli, Stellini. Diamoutene, Greco. All. Ventura.
CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti 6,5; Marzoratti 6, Canini 6, Astori 6, Agostini 6; Dessena 6, Parola 6,5, Lazzari 6,5; Cossu 6,5 (36' st Biondini sv); Matri 6,5 (26' st Nenè 6,5), Jeda 6,5 (45' st Barone sv). A disp: Lupatelli, Sivakov, Ragatzu, Larriveyi. All. Allegri.
ARBITRO: Calvarese di Teramo. Assistenti: Iannello-Di Fiore.
NOTE: serata tiepida, spettatori 22mila circa (7.077 paganti, 13.154 abbonati, per un incasso di 300.920 euro, quota abbonati 161.707). Ammoniti Astori e Lazzari del Cagliari, Donati e Bonucci del Bari. Angoli 4-4. Recupero: 0' pt - 3' st.
Il Bari perde l'imbattibilità alla quinta giornata per mano del Cagliari che al "San Nicola" conquista la sua prima vittoria. Decisiva la rete di Nenè (capocannoniere del campionato portoghese la scorsa stagione) al 31' della ripresa.
Nel Bari la novità rispetto all'Atalanta è Meggiorini al posto di Kutuzov, confermato Rivas sulla sinistra (per Langella ancora panchina).
Il primo tempo è godibile, le due squadre giocano a viso aperto, ma non ci sono grandi azioni da gol. Il Bari si fa vedere dalle parti di Marchetti con Rivas e Alvarez, nel Cagliari Matri e Cossu sono i più vivaci ma Gillet non viene mai impegnato.
Nella ripresa Cagliari più intraprendente e pericoloso: Lazzari va due volte vicino al gol nel giro di pochi minuti con due tiri da fuori area, sul secondo Gillet è strepitoso nella deviazione in angolo. Ventura prova a ravvivare la manovra inserendo Langella e Kutuzov: l'ex Cagliari va a sinistra, Meggiorini a destra, il bielorusso affianca Barreto. Al 22' il Bari si fa vedere con un bolide di Meggiorini sotto la traversa, deviato in angolo da Marchetti. Al 31' i sardi passano: cross di Jeda dal vertice sinistro dell'area di rigore barese, “buco” di Ranocchia e il neo entrato Nenè al volo, da due passi, insacca. Lo svantaggio è una mazzata sul morale del Bari. Unico sussulto al 44' con Ranocchia che cerca di farsi perdonare l'errore: sulla sua girata di testa Marchetti si salva in corner. Il Bari conosce la prima sconfitta ma esce tra gli applausi dei suoi tifosi.
BARI (4-4-2): Gillet; Masiello 6, Bonucci 6.5, Ranocchia 6.5, Parisi 6.5; Alvarez 6.5 (42' st Rivas sv), Gazzi 6, De Vezze 6, Allegretti 6 (21' st Langella 6); Meggiorini 6 (31' st Sforzini sv), Kutuzov 5.5. In panchina: Padelli, Stellini, Masiello, Koman. Allenatore: Ventura 6. BOLOGNA (3-5-1-1): Viviano 6; Raggi 6.5 (31' st Tedesco sv), Portanova 6.5, Britos 6; Zenoni 6, Valiani 6, Vigiani 6.5, Guana 6, Mingazzini 6; Bombardini 6 (37' st Mutarelli sv); Osvaldo 6. In panchina: Colombo, Lanna, Moras, Pasi, Adailton. Allenatore: Papadopulo 6. ARBITRO: Velotto di Grosseto 6. NOTE: Giornata serena, terreno in pessime condizioni. Spettatori: 18 mila circa. Angoli: 2-2. Espulso: 49' st Sforzini per offese all’arbitro.
Sotto gli occhi dell'americano e davanti a oltre 22mila spettatori, il Bari non va oltre il pari nell'esordio interno al San Nicola con il Bologna. Un passo indietro nel gioco rispetto al brillante 1-1 della settimana precedente in casa dei campioni d'Italia dell'Inter, ma le attenunanti non mancano. Innanzitutto il terreno di gioco dell'impianto barese, in pessime condizioni (mister Ventura se ne era lamentato più volte). Poi il caldo (35°) e un avversario che ha chiuso tutti gli spazi, sempre attento in difesa, in cui gli attaccanti baresi non sono riusciti a fare breccia. Kutuzov ha avuto una grande occasione, mancando il bis dopo la prodezza di San Siro; Meggiorini, all'esordio in A, non ha brillato, forse pagando l'emozione. Peccato che non sia arrivata la vittoria in questo scontro diretto. Avrebbe fatto felice l'attuale proprietà ma anche la futura: il texano Tim Burton (nella foto), arrivato allo stadio con alcuni manager coreani della Hyundai, ha assistito alla gara accanto al presidente Vincenzo Matarrese. Colui che dovrebbe diventare il nuovo numero uno della società è stato accolto da uno striscione di venti metri in tribuna est "Let's go Tim! We have a dream" ("Andiamo Tim. Noi abbiamo un sogno"). L'appuntamento con la prima vittoria è rimandato, magari a dopo la sosta (c'è la nazionale) alla "Favorita" di Palermo. VENTURA - “Sapevamo che sarebbe stata una gara molto diversa da quella giocata a San Siro e il campo in pessime condizioni ha molto influito. Non abbiamo subito nemmeno un tiro in porta e ho sia il rammarico per il gol mancato da Kutuzov su cross di Langella sia quello per il contatto tra Portanova e il bielorusso in area. Noi possiamo ancora migliorare, soprattutto nel leggere alcune situazioni di gioco. All’esordio in casa c'era anche un pò di ansia”. MATARRESE - "Con Barton - dice - non ci capivamo molto, ma ho visto che soffriva come me durante i 90' e ha tifato per la nostra vittoria". Sulla trattativa in corso per la cessione del club aggiunge: "Stasera ci sarà un incontro con Barton ma non ci sarò. Al mio posto parteciperanno il commercialista Lello Veneziani e Salvatore Matarrese (l'amministratore delegato n.d.r.). La due diligence si chiuderà in ogni caso prima del trenta settembre". MERCATO - Il Bari ha ingaggiato il difensore maliano Souleymane Diamoutene dal Lecce. Il centrale, classe 1983, arriva con la formula del prestito con diritto di riscatto. La passata stagione Diamoutene, ex Perugia, ha indossato la maglia della Roma, collezionando quattro presenze nella massima serie.
Dopo 32 anni il Bari cambia padrone: dalla famiglia Matarrese all'imprenditore 46enne texano Timothy Barton. "Ho firmato il contratto preliminare di acquisto del Bari calcio. Fino al 31 ottobre alla presidenza resterà Vincenzo Matarrese, la nostra gestione inizierà realmente tra dicembre e gennaio". E' la prima dichiarazione del magnate della JMJ Holdingsche oggi ha siglato il contratto preliminare di acquisto del club. Barton ha acquisterà il 100% delle quote sociali del club pugliese (dunque anche quelle di proprietà dell'imprenditore De Bartolomeo) per una cifra di 25 milioni di euro. Per il momento ha versato una caparra di 4 milioni. Il saldo avverrà entro la fine di ottobre, alla stipula dell'atto pubblico di vendita. INCANTATO DAL SAN NICOLA - "Lo stadio San Nicola è bellissimo come la tifoseria biancorossa", ha detto Barton che in mattinata ha visitato l'impianto di contrada Torrebella e nel pomeriggio è stato ricevuto al Comune di Bari dal Michele Emiliano. "Ringrazio i tifosi baresi per l'accoglienza e l'affetto - ha aggiunto -. Speriamo che questo sia il primo di tanti progetti per la città di Bari. Ce la metteremo tutta”. A settembre, il gruppo del magnate texano renderà noto il mega progetto, riguardante tutto il mezzogiorno d’Italia, relativo all’energia alternativa. “Bari può diventare il simbolo di una nuova energia – ha auspicato Emiliano -. Per noi è motivo di orgoglio”. L’intermediario di Biella Alessio Mora, destinato ad assumere l’incarico di nuovo amministratore delegato, ha affrontato anche il discorso tecnico: “Mister Barton non ha certo la bacchetta magica. Certo, ogni sua operazione è legata all’immagine. Quest’anno farà di tutto, a partire da subito, per raggiungere l’obiettivo primario: la salvezza. Poi punteremo più in alto. Una cosa è certa: potremo operare in modo più massiccio, in tema di rinforzi, solo a partire da gennaio. Il ds Perinetti, il tecnico Ventura e tutti gli altri che operano nel Bari sono confermati. Se ce ne fosse bisogno, cambiamenti radicali verranno fatti solo più avanti”. IL COMUNICATODEL BARI - Ecco il comunicato diffuso dall'As Bari sul proprio sito: "Le parti hanno altresì concordato che la stipula dell'atto pubblico di vendita avverrà entro la data del 31 ottobre 2009 a conclusione della procedura di 'due diligence'. Dopo tale data Timothy Barton assumerà la carica di presidente. Lo stesso Timothy Barton ha invitato il presidente Vincenzo Matarrese a proseguire, fino all'atto definitivo di vendita, nella guida della Società come avvenuto finora assicurandogli pieno appoggio anche attraverso relazioni dirette. Matarrese è rimasto favorevolmente impressionato dalla serietà e concretezza con cui Timothy Barton ha condotto la trattativa, cogliendo nel suo volto l'entusiasmo giusto a garantire serenità alla tifoseria barese. Quegli stessi sentimenti a cui il presidente Matarrese ha sempre destinato il suo grande impegno. Con queste premesse hanno deciso di sentirsi spesso fino al passaggio delle consegne".
(nelle foto, tratte dal sito ufficiale del Bari, in alto Tim Barton e il presidente Vincenzo Matarrese; in basso Barton è tra Giuseppe e Salvatore Matarrese, figli di Vincenzo)
BARI / La prima nella Scala del calcio con l'Inter
Non avrebbe potuto esserci debutto più difficile per il Bari. Sarà con i campioni d'Italia delll'Inter, a San Siro, la prima dei biancorossi nella stagione del ritorno in A dopo otto anni, domenica 23 agosto. Prima gara interna, sette giorni dopo, contro il Bologna. Impegnativa anche la seconda trasferta, in casa dell'ambizioso Palermo di Zamparini. Nel girone d'andata il Bari ha solo due grandi al San Nicola: la Lazio alla nona e la Juve alla sedicesima. Ciò significa che quasi tutti gli ipotetici scontri diretti li giocherà in casa nella parte ascendente del campionato. Durissima la parte finale: nelle ultime 5 giornate Napoli, Genoa e Fiorentina in casa; Udinese e Juve fuori. Il tecnico Giampiero Ventura è soddisfatto del sorteggio, svoltosi nel pomeriggio nella sede della Lega Calcio: "Va bene così. Prima o poi le squadre vanno tutte affrontate, quindi adesso ci preparemo al meglio per esordire nei migliori dei modi".
Ecco la prima giornata (sabato 22 e domenica 23 agosto):
Terzo giorno di ritiro del Bari a Ridanna, in Alto Adige. E tra i giocatori c'è entusiasmo e ottimismo in vista del prossimo campionato di A, al via quando saranno appena smaltiti i festeggiamenti del Ferragosto, ovvero sabato 22 con gli anticipi. "E' un gruppo che sta crescendo - dice l'attaccante bielorusso Vitalij Kutuzov (nella foto) - siamo sicuri che il lavoro porterà i suoi frutti. Sono dispiaciuto della separazione con Conte ma vi posso assicurare (avendolo avuto come tecnico) che mister Ventura non può che farci aumentare il nostro potenziale. E' una persona esperta e preparata". Kutuzov ancora insieme al brasiliano Barreto. "Una coppia che ha fatto benino in B...speriamo di ripeterci in A anche se è una categoria molto diversa. L'importante per me è affrontare tutto con la massima serenità. Gioco per divertirmi e credo sia il segreto per migliorare in questo sport". Anche il mediano Alessandro Gazzi, una garanzia per rendimento e continuità, punta sul gruppo. Ma vuole godersi gli strascichi della promozione. "Non mi va di pensare alla A. Stiamo lavorando per affrontarla al meglio ma vorrei ancora lasciare nei miei pensieri la bella stagione appena passata. Spero che i tifosi ci accompagnino, come hanno fatto, anche in A. Capisco però che dovremo riconquistarli con i risultati sul campo".
Qualcuno ha definito il Bari una "nazionale di B". E se dovessero arrivare dalla Roma anche Cerci (due stagioni fa miglior esterno della cadetteria) e il difensore centrale, l'azzurrino Andreolli (nella passata stagione al Sassuolo), sarebbe davvero così. Una "nazionale" che lancia la sfida alle grandi della serie A, un mix di esperienza e gioventù prnto ad dare filo da torcere a tutti sotto la guida di Giampiero Ventura, l'allenatore più "vecchio" della A con i suoi 61 anni. Sette di questa "nazionale" sono stati presentati ieri in una affollata conferenza stampa. C'è chi ha detto che erano più i giocatori che i giornalisti. E in effetti sette tutti insieme il Bari non li aveva mai presentati. "L'anno scorso furono sei", ha ricordato il presidente Vincenzo Matarrese. E "per fortuna" mancavano l'honduregno Alvarez e Allegretti, altrimenti sarebbe stato quasi come presentare un undici.
Matarrese, sorridente e con tanta voglia di scherzare (decisamente più sereno rispetto alle tese conferenze stampa del dopo-Conte), si mostra fiducioso: "I ragazzi che stiamo portando a Bari hanno grande volontà e sanno quale compito li aspetta. Per quanto mi riguarda sono rimasto alla guida della società per il debito che ho nei confronti della tifoseria. Una festa così bella dopo la promozione non l'avevo mai vista, spero di poter ancora gioire con loro".
Poi tocca ai nuovi, Riccardo Meggiorini, 24 anni, è il più gettonato nelle domande dei giornalisti: "E' chiaro che sia rimasto male per non essere rimasto all'Inter, ma la delusione mi è passata quanto sono arrivato a Bari, dove c'è grande entusiasmo e dove posso ritagliarmi uno spazio importante". Un attaccante in grande ascesa come dimostrano le ultime due stagioni nel Cittadella. Antonio Langella, 32 anni, esterno d'attacco arrivato dal Chievo, è il giocatore arrivato a Bari con più esperienza in A e prima del mondiale 2006 nel giro azzurro con Lippi (particolare piacevolmente scoperto da Matarrese durante la conferenza stampa): "Ho perso la Nazionale nel Cagliari quando collezionai solo 9 presenze con Giampaolo in panchina. Cosa serve per salvarsi? Il gruppo è fondamentale, come lo fu nella passata stagione con il Chievo". Una storia simile quella del centrocampista Matteo Paro, classe '83, arrivato dal Genova e dell'attaccante Giuseppe Greco, 26 anni, dal Pisa e pure lui con un passato nei gialloblu: dopo gravi infortuni credono che Bari sia la piazza ideale per rilanciarsi. Filippo Carobbio, 30 anni ad ottobre, è stato negli ultimi anni uno dei migliori registi della B ma la A l'ha già assaporata a Reggio Calabria, pur non avendo un gran bel ricordo di quella esperienza. "Quattro anni fa avevo meno esperienza, era la mia prima volta così lontano da casa (è lombardo, ndr). Io e Allegretti insieme? Io sono mancino, lui è destro, non ci sono problemi". Il più giovane della pattuglia è il difensore Leonardo Bonucci, classe '87, anche lui arrivato dal Pisa (dove per trequarti del passato campionato di B in panchina c'era Ventura). "Siamo una difesa giovane ma c'è Stellini, sarà la nostra chioccia. E poi i miei compagni, pur se giovani hanno anche una buona esperienza internazionale (il riferimento è all'azzurro under 21, Ranocchia, ndr). Infine, il più alto del gruppo (191 cm), il portierone Daniele Padelli, scuola Samp, ma nella passata stagione ad Avellino, per sei mesi con i "reds" del Liverpool ("dove, con la presenza di tanti campioni, sono cresciuto molto"). Chiusura con il presidente. Ci sarà il botto di Matarrese per l'attacco, come fu quello di Bivi? "Dovessero arrivare anche Cerci e Andreolli per i quali sta lavorando Perinetti, la squadra mi starebbe bene. Poi vedremo, il mercato chiude il 31 agosto, se ci sarà l'occasione...". Dopo l'incontro con i giornalisti, i sette nuovi hanno raggiunto i compagni per il primo allenamento della stagione 2009-10 sull'erbetta dell'antistadio del San Nicola dove hanno trovato non pochi tifosi che hanno sfidato il gran caldo (34°) per essere presenti all'inizio della nuova avventura.
Intanto è quasi conclusa la trattativa per l'esterno offensivo della Samp (4 gol nell'Avellino nella passata stagione), Vladimir Koman, ucraino naturalizzato ungherese.
(nelle foto di Nicola Scagliola i neo-acquisti indossano le tre nuove maglie, rossa, bianca e blu, presentate ieri; al centro con la divisa bianca sul campo d'allenamento dell'antistadio e in basso mister Ventura)
PREMIO PUGLIESE / Prandelli: ''Il calcio italiano è cambiato''
Il premio nazionale «Oronzo Pugliese» è stato consegnato ieri sera a Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina. Raffigura una quercia e un toro l’artistico trofeo nato da un ulivo lavorato dall’artista turese Stefanino Rossi. «Simbolo del lavoro, della terra e del coraggio», ha detto Enzo Gigantelli, sindaco della cittadina, nel consegnarlo al tecnico che ha portato la squadra viola alla finale di Coppa Uefa e alla prossima Champions League. Il primo cittadino di Turi ha poi letto la motivazione con cui la commissione ha deciso di accompagnare la scelta: «Con le sue principali doti caratteriali - ha scritto il gruppo di lavoro presieduto dal sindaco e coordinato da Osvaldo Buonaccino d’Addiego, cofondatore del Premio Turi - di grande umiltà, nobiltà d’animo, cuore e attaccamento ai valori della famiglia, ha saputo riportare ad una dimensione più umana e corretta il mondo del calcio. La sua bravura e competenza calcistica sono universalmente riconosciute e grazie ad esse ha ridato voce ad una città e alla sua tifoseria, alimentadola con nuovi sogni di gloria». Oronzo Pugliese, scomparso nel 1990, turese, è stato allenatore di Bari, Foggia, Fiorentina e Siena. Era soprannominato il “mago di Turi” o, più spesso, il “mago dei poveri”, in contrapposizione al “mago” Helenio Herrera, allenatore dell’Inter due volte campione d’Europa. Prandelli è stato accolto a Palazzo di Città da una folla entusiasta, compresi alcun i tifosi viola. Una ragazzo s’è presentato con tanto di maglia inneggiante a Della Valle: ha ovviamente ottenuto il privilegio di una foto e di un autografo. Alla consegna del premio dinanzi ai giornalisti è seguita quella ufficiale, nella tarda serata sul palco dell’ultimo evento previsto nell’ambito della Festa della Ciliegia. In Municipio c’era anche miss Italia 2006, Claudia Andreatti (nelle foto in alto e in basso), intervenuta con il suo splendido sorriso (in serata, l’ex miss ha presentato insieme a Rocky Pietrantonio la serata dedicata all’elezione di Miss Ciliegia Ferrovia, inserita nel quadro delle eliminatorie per Miss Italia 2008). La cerimonia nel Municipio si è svolta sotto il sorriso bonario e sornione che Oronzo Pugliese dispensava da una gigantografia. Prandelli, sotto centinaia di flash, ha detto di essere felice e onorato e che in uno sport come il calcio i riconoscimenti non possono non andare al gruppo, dalla società ai calciatori.
Tutti contenti per i sorteggi della Champions Leage
Champions: negli ottavi contro il Werder Brema
Sarà il Werder Brema l’avversario della Juventus negli ottavi di finale di Champions League. I bianconeri giocheranno la prima gara fuori casa mercoledì 22 febbraio, mentre il ritorno al Delle Alpi è fissato per martedì 7 marzo. I tedeschi hanno dovuto eliminare il Basilea nel terzo turno preliminare prima di approdare alla fase finale della Champions League: dopo la sconfitta in Svizzera per 2-1 patita nella gara di andata, il Werder si è imposto per 3-0 nel ritorno. Inseriti nel Gruppo C, i tedeschi si sono qualificati per gli ottavi arrivando secondi, alle spalle del Barcellona. 7 i punti totalizzati dai futuri avversari dei bianconeri nel girone eliminatorio, gli stessi dell’Udinese, ma in virtù dei migliori risultati ottenuti negli scontri diretti contro i friulani, (un pareggio per 1-1 a Udine e la sofferta vittoria per 4-3 in casa) sono stati gli uomini di mister Schaaf a passare il turno.
I tedeschi hanno chiuso il girone con 12 gol fatti e altrettanti subiti. La sfida tra Juventus e Werder Brema è una prima assoluta: non esistono infatti precedenti ufficiali tra i due club.
Questi tutti gli altri accoppiamenti degli ottavi di finale:
martedi 21 febbraio 2006 (ritorno mercoledi 08 marzo)
Real Madrid - Arsenal
Bayern M. - Milan
PSV - Olympique Lyon
Benfica - Liverpool
mercoledi 22 febbraio 2006 (ritorno martedi 07 marzo)
Ajax - Inter (ritorno martedi 14 marzo)
Chelsea - Barcelona
Rangers - Villareal
Mancano ormai pochi giorni alla fine del 2005 ed è inevitabile che i complimenti per Capello e per la sua Juventus sempre in testa si sprechino. Quando i giornalisti glielo fanno notare, il tecnico bianconero, che guarda sempre avanti, è già concentrato sulla prossima sfida, quella contro la Lazio, e infatti risponde così: "Non pensiamo agli elogi e ai numeri, nè a quello che abbiamo conquistato finora, ma al futuro, a quello che dovremo conquistare da oggi in avanti". Infatti Capello parla della Lazio: "Sta giocando bene, è in ottime condizioni psicofisiche, gioca un buon calcio ed ha recuperato Oddo e Rocchi. Sarà una partita difficile come tutte, soprattutto quando si è fuori casa".
Gli chiedono notizie su Emerson, Mutu e Giannichedda, non convocati: "Emerson non ha ancora recuperato, Mutu ha problemi muscolari, Giannichedda è out per l'infortunio patito contro il Cagliari". Anticipazioni di formazione come sempre non ce ne sono, ma quando gli chiedono se Blasi sarà della partita, la risposta è scontata. Niente altro, però. Dunque solo al momento della gara si conosceranno le scelte del tecnico bianconero che invece parla del recupero di Vieira: "Ora è tornato ad essere se stesso, ma anche quando non era al 100% ha sempre fatto giocate importanti, l'unica cosa che gli mancava era un po' di continuità". Ancora sulla gara contro la Lazio: "Speriamo di fare bene. L'avversario è una squadra che quando attacca ha buone qualità, dovremo essere bravi a mettere in evidenza le loro difficoltà invece dei loro pregi".
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